Nature

L'orto di Ezio

pubblicato da Ezio il 2021-05-23

Ezio ci racconta, in questo simpatico post, del suo rapporto con l'orto.
Con affetto e umorismo ci presenta come il suo orto si risveglia in primavera e come, nonostante sia "orgoglioso e autonomo", deve chiedere l'aiuto dell'uomo per riprendersi.
Aiuto che gli vien dato volentieri e che l'orto apprezza ricompensandolo con "squisite primizie".
Non mancano i momenti difficili, dovuti soprattutto alle bizze del clima, ma le cure che gli vengono prestate lo aiutano a superarli felicemente.
È un rapporto di collaborazione giornaliero che si affievolisce solo quando "le giornate si accorciano e le temperature scendono" per riprendere al prossimo "risveglio".



L’ORTO

Siamo in primavera; ci lasciamo alle spalle il periodo invernale con le sue giornate buie e fredde .
Possiamo, d’ora in poi, godere il tepore del sole, andare a spasso e fare progetti per le giornate che verranno.
Anche la natura, dopo il periodo di riposo invernale, si stiracchia, si risveglia ed è pronta per una rigogliosa ripresa: al risveglio, puntuale, si presenta ….. anche il mio orto.
Lui ( l’orto) ha riposato per mesi ed ora si sente pronto per riprendere la sua attività vegetativa e speriamo produttiva.
E’ un orto qualsiasi, produce gli ortaggi che producono gli orti della zona, è situato in Pedanea, è….come ce ne sono tanti, ma insieme ci divertiamo; lo apprezzo, svolge le sue mansioni da decenni in modo egregio ed io vi voglio raccontare brevemente come trascorriamo insieme alcuni mesi dell’anno.
È di natura orgogliosa ed autonoma, ma quando si risveglia dal letargo deve ammettere che per riprendersi ha bisogno di collaborazione ed io rappresento per lui la spalla più affidabile e quindi accetta volentieri la mia attenzione.
Quando arriva il momento mi attrezzo con abbigliamento e strumenti adatti ed inizio le operazioni che normalmente si effettuano negli orti ad inizio primavera. Mi munisco di vanga, rastrello, piccone e comincio con l’estirpare le malerbe che sono cresciute, raccolgo tutto quello che il vento ha accumulato in superficie, dissodo e frantumo le zolle, alimento il terreno perché possa recuperare le forze, lo pettino con una bella rastrellata e, soprattutto, predispongo spazi ordinati e adatti ad accogliere ciò che andrò a seminare.
Ora è pronto per il momento più affascinante: la semina. Diamo inizio ai lavori.
Metto a dimora semi e piantine di insalata, pomodori, zucchine, melanzane, fagiolini, insomma tutte le verdure che amiamo coltivare e cucinare; posiziono i tutori per gli ortaggi che si sviluppano in altezza; inoltre, non devo dimenticare una fondamentale dose di acqua per irrorare ciò che ho seminato.
Io, il mio orto lo conosco bene, è vanitoso ed allora aggiungo in un angolo una macchia di colore inserendo alcune piante di fiori.
Adesso lui ripulito e ordinato si mostra tronfio nel suo nuovo abito con tanto di fiori all’occhiello, così si pavoneggia con i passanti …….. è posizionato ai margini di una via pubblica.
Nelle settimane successive andrò ansioso a verificare se dalla terra germoglia e cresce ciò che ho seminato e piantato; lo sbocciare delle piantine ed il crescere di quelle acquistate in vivaio sono un momento di emozionante soddisfazione.
Per l’orto, oltre al mio contributo, è utilissima la collaborazione del clima. Il tempo è un amico importante; il suo calore riscalda la superficie, la pioggia rinfresca il terreno, la notte è riposante. Diciamo che queste sono le condizioni migliori per la crescita e lo sviluppo degli ortaggi.
A volte il tempo che, detto tra noi, è irascibile ed instabile, si scatena in modo violento e l’orto viene maltrattato e strapazzato.
Dallo scontro esce spesso con le ossa (leggi verdure) rotte; in questi casi va confortato e curato con prodotti adatti a cicatrizzare le ferite ed a risollevargli il morale.
Durante il periodo primaverile/estivo il mio orto non ama stare solo e così ci frequentiamo quasi quotidianamente. Durante le visite ripeto le operazioni che lui gradisce: lo irroro , lo ripulisco dalle fastidiose erbe infestanti, lo rastrello.
Lavoriamo insieme per molti mesi: io lo aiuto a produrre e lui in cambio mi fornisce squisite primizie che io posso cucinare oppure conservare a lungo.
Poi come ogni anno le giornate si “accorciano”, le temperature scendono, le piante hanno esaurito il loro ciclo produttivo e lui (l’orto) appare esausto, stanco, spossato per quanto lavoro ha dovuto svolgere in questi mesi . Uno strano senso di sonnolenza lo pervade, insomma ha bisogno di riposare ed allora un po' a malincuore lo saluto con “ buon riposo e arrivederci al prossimo risveglio”.